“Quella maledetta nidiata”: frati Minori Conventuali perseguiti per eresia agli inizi del Cinquecento

By bardini

07/07/2009

Category: Uncategorized

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Il 4 ottobre 1532, nel giorno di san Francesco, Gian Pietro Carafa inviò a papa Clemente VII il celebre memoriale De Lutheranorum haeresi reprimenda et ecclesia reformanda, in cui spronava il pontefice a intraprendere quell’opera di riorganizzazione delle istituzioni ecclesiastiche che sembrava ormai indifferibile per contrastare l’offensiva protestante. Proprio nelle battute iniziali dello scritto caraffiano fece la sua comparsa una denuncia violenta e sdegnata, diretta contro una «maledetta nidiata» di frati Minori veneziani che, secondo la testimonianza del Teatino, diffondeva la «peste» luterana sul territorio della Serenissima. Per lungo tempo dimenticato dalle ricerche sul Cinquecento religioso italiano, questo atto d’accusa si rivela ricco di spunti non solo per la storia della prima Riforma al di qua delle Alpi, ma anche per inaugurare una nuova stagione di studi sui rapporti fra le tre Famiglie francescane e il mondo riformato.

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